giovedì 27 luglio 2017

Liebster Award 2017

Con immenso e clamoroso ritardo arrivo anche io. Sono stata nominata - stile Grande Fratello 2002 - in questo simpaticissimo e prestigiosissimo premio (tutto così issimo che sono prossima al Nobel) non da una, non da due non da tre, non da quattro bensì da cinque personcine carine, Julia di Tanto non importa, Mami di Mami tra i libri, Mariarca di La letteratura di Eva, Lucia di Rukias nel mondo dei libri e Silvia di Felice con un libro . Ci quattro semplici regole da rispettare, così semplici che sicuramente farò casino come al solito, ma è tutto nella norma.  Dunque, le regole sono:
1. Ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti sono state poste.
2. Premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 followers e che ritenete meritevoli.
3. Comunicare la premiazione nelle bacheche dei "vincitori".
4. Proporre a vostra volta undici domande.

Ovviamente ringrazio tantissimo tutte le ragazze che mi hanno nominato. La parte migliore dell'avere un blog è proprio condividere un pezzetto del proprio mondo con altre persone o, come nel mio caso, anche solo blaterare a caso ed avere comunque persone che si prendono la briga di leggere quello che scrivi. Tra l'altro tutte le ragazze che mi hanno nominato hanno dei blog super interessanti che seguo sempre con estremo piacere, quindi sono doppiamente contenta. Bene, visto che siamo solo al primo punto e io ho già sproloquiato a sufficienza direi di proseguire. Ora, io vorrei rispondere a tutte le domande anche se mi rendo conto che verrà un post ipermegagiga galattico, però ci tengo comunque a farlo quindi vi autorizzo a skippare senza pudore, vi do una pacca sulla spalla e vi capisco. 

Le domande di Julia:
1. Raccontaci un tuo ricordo d'infanzia bello o divertente.
Ok, ce ne sarebbero tipo millemila ma ho scelto un ricordo buffo/imbarazzante. Presente no quei ricordi imbarazzanti che fanno ridere tutti a crepapelle e che i tuoi familiari non perdono occasione di rinfacciarti, anche di fronte ad estranei? Ecco, quello. Avrò avuto 7/8 anni ed ero in vacanza in montagna con i miei genitori e i miei zii. Eravamo a mangiare in una baita quand'ecco che un'ape o una bestia simile, punge mio fratello sul braccio. Mio fratello che era - ed è tutt'ora - la regina del melodramma comincia ad urlare "portatemi al pronto soccorsooo voglio andare all'ospedaleee" (roba che centodiciootto-chiamate il centodiciotto levati). Al che io, sorella premurosa, esordisco con un "Fermi tutti. Prima mangiamo il dolce, poi andiamo all'ospedale" Ecco, i miei mi prendono ancora in giro e io tutt'ora non capisco assolutamente cosa avessi detto di male. Avevo solo ben chiare le mie priorità. 
2. Parliamo di look. Ne hai mai avuti di bizzarri, osceni o quanto meno imbarazzanti? Tutti abbiamo avuto tagli di capelli o scelte stilistiche, almeno in fase adolescenziale, di cui vergognarci profondamente. Abbi coraggio e svelaci i tuoi!  
Stiamo scherzando vero? Sono la regina dei look trash. La verità è che a quindici/sedici anni ero uno strano ibrido tra una punk, una metallara e una scappata di casa. Indossavo solo magliette di gruppi dai loghi improponibili, la mia preferita restava comunque quella degli Iron Maiden che, per rendere ancora più trash di quanto già non fosse, avevo tagliato e bucherellato. Per non parlare dei capelli. Il mio colore naturale è un banalissimo castano chiaro tendente al biondo, che ovviamente non era abbastanza trash per i miei standard. Negli anni li ho tinti di rosso, viola, blu, castano scuro, nero e biondo platino. Adesso, finalmente aggiungerei, sono tornati del mio colore naturale e sto solo aspettando che cadano dopo tutti i maltrattamenti subiti. 
3. Hai mai fatto sport? Oppure suonato qualche strumento musicale? Se sì, a che livello? Raccontaci le tue esperienze, oppure, se non l'hai mai fatto, quale sport avresti voluto praticare/strumento musicale suonare?
Ho giocato a pallavolo per diversi anni poi ho smesso ma ho comunque continuato a giocare fino all'anno scorso, a livello amatoriale. Credo sia l'unico sport che abbia veramente amato e con il senno di poi mi dispiace aver smesso di giocare a livello agonistico, anche se era effettivamente molto impegnativo. Per quanto riguarda gli strumenti no, non so suonare una ciufola di niente. Quando avevo 13/14 anni mio fratello aveva una band con alcuni amici (ma facevano cagare) e mi sarebbe piaciuto imparare a suonare la chitarra o il basso (ma facevo cagare)
4. Sì sa, i social e gli smartphone hanno devastato il cervello un po' di tutti. Quale social o app ti ha creato maggiore dipendenza?
Probabilmente facebook e instagram, mi scoccia ammetterlo ma in parte è così. 
5. Quale personaggio, ahimè passato ormai a miglior vita, ti sarebbe piaciuto incontrare? Perché?
Difficile questa! Fabrizio de André e Salinger. Sono i primi che mi sono venuti in mente. Per dirgli grazie e ubriacarmi col loro tutta la notte.
6. Se soffrissi di personalità multipla, che caratteristiche potrebbero avere i tuoi alter ego?
Mi immagino una cosa stile diavoletto e angioletto sulle spalle che mi indicano la giusta cosa da fare. Della serie "che faccio lo mangio un altro po' di gelato?"
Angioletto: No dai, in realtà non lo vuoi veramente.
Diavoletto: SIII DAMMI QUELLA VASCHETTA PRENDI IL CUCCHIAIO GRANDE
Che poi, non è molto lontano dalla realtà.
7. Una persona famosa - in qualsiasi campo - che stimi molto. Parlaci di lui/lei e del perché la/lo ammiri.
Questa è difficile! Ce ne sono così tante che non so dove andare a parare. Ti rispondo come ti avrebbe risposto la me di 10 anni (che non è poi così diversa dalla me di adesso), cioè Bianca Pitzorno. Da piccola desideravo essere come lei o di essere adottata da lei perché per me rappresentava una mistica figura di riferimento a cui aspirare.
8. Una cosa del tutto superflua che compreresti se avessi soldi da buttare dalla finestra.
Il mio lato materialista grida vestiti, trucchi, scarpe, borse. In questo ordine. A mia discolpa devo dire che la prima cosa che ho pensato è stata "tonnellate di libri!" o "biglietti aerei!" però hai detto superflua, quindi. 
9. Hai la possibilità di avere una casa in qualunque posto tu voglia. Dove vai ad abitare e con chi?
Non so rispondere a questa domanda, perché attualmente vivo a Singapore e se me l'avessero detto qualche anno fa avrei riso fino alle lacrime. Se c'è una cosa che ho capito è che non conta il posto se c'è la persona giusta. 
10. Un alimento o bevanda del quale non potresti mai, per nessun motivo, fare a meno.
Non esiste un cibo o una bevanda di cui non posso proprio assolutamente per nessun motivo al mondo farne a meno. Diciamo che per necessità ho dovuto abbandonare i miei cibi preferiti e mi sono adattata piuttosto bene. Posso dirti però che il cibo toscano in generale mi manca tantissimo e ora come ora sarei pronta a donare un rene per un piatto di tordelli col sugo. O le lasagne di mia mamma. O i maccheroni al ragù di mia nonna. Sì, insomma, ci siamo capiti.
11. Cos'è che ti fa ridere fino alle lacrime?
I film demenziali anni '90 (Austin Power, Una pallottola spuntata, Frankenstein Junior). Ho un umorismo sottile come un baobab, mi rendo conto. 

Le domande di Mami:
1. In quale città nel mondo ti piacerebbe vivere e perché?
Dublino. Strano, visto che è l'esatto opposto di dove vivo adesso. E' una città bellissima che mi è rimasta nel cuore (come tutta l'Irlanda, del resto). In realtà sono piuttosto aperta a diverse possibilità, vedremo dove andrò a finire (molto fatalista oggi)
2. C'è una storia che ti piacerebbe leggere ma non è ancora stata scritta? 
Probabilmente è già stata scritta e ancora non l'ho letta. O magari la scriverò io. 
3. Il tuo classico preferito?
Il giovane Holden e il Grande Gatsby. 
4. Una canzone che sembra essere stata scritta apposta per te?
Una qualsiasi dei Led Zeppelin e sto. Ah e ovviamente Quasi Adatti dei Tre Allegri Ragazzi Morti che da il nome al mio blog.
5. Leggi solo in italiano o anche in lingua straniera? Quale?
Leggo in italiano (ma dai, giura) e in inglese. 
6. Qual è il tuo dolce preferito?
Pere e cioccolato. O la sacher. O la cheescake. Vabbè insomma, basta che sia un dolce.
7. Ti piace la poesia? Se sì, chi è il tuo poeta preferito?
Mi piace molto la poesia. Montale è uno degli autori che preferisco, ma mi piace anche leggere la poesia contemporanea (soprattutto autori italiani)
8. Se dovessi svegliarti e trovarti a essere per un giorno nei panni di un qualsiasi autore a tua scelta, chi saresti e perché?
Quanto sono banale se rispondo Ammaniti? 
9. Un colore che ami e un colore che odi.
Oddio questa mi coglie impreparata. Non ci sono colori che odio, mentre mi è sempre piaciuto il giallo. Però ecco, alla fine mi vesto sempre di nero, come parabola della mia vita. 
10. Cosa sognavi di diventare da bambina?
Ho attraversato diverse fasi. Veterinaria, maestra, pallavolista, scrittrice. Ancora sto cercando di capirlo eh. 
11. Qual è un film che ti ricorda la tua infanzia?
Tutti quei film trashissimi anni '90. Flubber, Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi, tutti quei film che davano su Disney Channel. Che probabilmente guardavo solo io nel mondo.

Le domande di Mariarca 
1. Quando ha avuto inizio la tua passione per la letteratura?
Non saprei identificare un momento preciso. Comunque direi alle elementari. In prima elementare la maestra Maria ci faceva scegliere tra i libri della scuola e credo abbia contribuito a rendermi la lettrice compulsiva che sono oggi.
2. Hai mai letto un libro che abbia suscitato in te ribrezzo?
Non so se ribrezzo è inteso in questo senso, ma qualche anno fa ho letto il libro più trash nella storia dei libri trash (che Matteo Fumagalli levati). Ti porto via con me di Kristen Proby, una specie di young adult soft porno e il ribrezzo è scaturito in me pensando che quell'abominio è pensato per ragazzini di tredici/quattordici anni. 
3. Qual è il tuo autore preferito?
Niccolò Ammaniti e Salinger
4. Cosa provi quando osservi la tua libreria?
Molta malinconia. No, ok il fatto è che qua non ho una libreria. Solo una pila sbilenca sul comodino. Se penso alla mia libreria in Italia, invece, mi viene in mente il caos più totale, perché non c'è nessun tipo di ordine se non "infila i libri dove entrano totalmente a caso senza una qualsiasi logica". 
5. Sottolinei le frasi che ti colpiscono di più in un libro che stai leggendo?
Sì, mi capita spesso. Per un periodo me le segnavo anche su un quadernino, ma poi la mia incredibile pigrizia (leggi: completa mancanza di costanza) mi ha fatto desistere.
6. Trascrivi le citazioni da qualche parte? 
Ecco, appunto. Ci ho provato ma sono totalmente pigra. 
7. Hai delle particolari abitudini da lettore?
No, nessuna in particolare. Che pessima lettrice, mamma mia. In generale però mi piace leggere con calma, non so se mi spiego. Cioè in momenti in cui so di avere tutto il tempo che voglio per rilassarmi e leggere con attenzione. Non mi piace leggere di fretta o in ambienti in cui mi distraggo troppo.
8. Che genere di romanzi coinvolge maggiormente la tua anima di lettore?
Romanzi di formazione e saghe familiari. 
9. Personaggio maschile che ammiri di più?
Personaggio letterario? In ogni caso, rispostona superprevedibile, Holden Caulfield del Giovane Holden.
10. Cosa cerchi in un nuovo libro?
Spunti di riflessione e una storia che mi coinvolga totalmente, uno di quei libri che quando lo finisci ti sembra di aver perso un amico.
11. Quale libro consiglieresti sempre?
Ti prendo e ti porto via di Ammaniti, Superwoobinda di Aldo Nove, Norwegian Wood e Kafka sulla Spiaggia di Murakami, Il Giovane Holden e Frannie e Zoe di Salinger (AH, dovevo dirne uno?)

Le domande di Lucia
1. Qual è il tuo gelato preferito?
Pistacchio e nocciola tutta la vita.
2. Sei mai stato/a all'estero? Se sì, dove?
Questa me la gioco facile, visto che ci vivo all'estero. Attualmente vivo a Singapore, sono stata in Thailandia, nelle Filippine e ho altre mete in programma a breve. In Europa sono stata solo in Francia, Irlanda, Londra e Barcellona (per ora, s'intende).
3. Un libro che hai in libreria da moltissimo ma che non riesci a leggere per vari motivi.
Sono tanti, purtroppo (nella mia libreria italiana, ovviamente). Uno su tutti è il Petalo Cremisi e il Bianco di Faber, comprato una moltitudine imprecisata di anni fa e mai aperto (diciamo che la mole mattonesca non aiuta)
4. Ti piace la tua libreria? (libera interpretazione)
Ripeto ancora una volta... Quale libreria? Un giorno quando sarò ricca (??) e potrò spendere tutti i miei soldi in libri e librerie (??) avrò una stanza gigantesca solo per i libri. 
5. Utilizzi goodreads?
Sì e cerco di aggiornarlo costantemente. Lo utilizzo molto per leggere le recensioni di libri che vorrei leggere, ma senza prendere per oro colato quello che leggo, ovviamente.
6. Hai mai preferito un film al libro? Se sì, quale?
La serie tv di tredici vale? Molto meglio del libro, secondo me. Lo so, l'avrò detto mille volte quindi mi taccio.
7. Hai mai pianto in pubblico per un libro?
Sicuramente sì, sono una pippa per queste cose, se poi capita il libro giusto nel momento sbagliato è la fine. L'ultima volta di cui ho memoria è stata con Stanza letto armadio specchio di Emma Donoghue, ero in biblioteca e ho pianto come una scema senza neanche controllare se qualcuno mi stesse guardando. 
8. Credi che la lettura sia principalmente per donne?
Interessante domanda. Ci sarebbe da parlarne in modo più approfondito. Comunque, no per me non è così.
9. Sei felice del tuo blog?
Abbastanza, sì. Vorrei essere più costante nella pubblicazione dei post, invece finisce sempre che ho diecimila cose da fare e capacità organizzativa zero. 
10. Qualche volta hai pensato di scomparire da tutti i social silenziosamente?
Ho pensato più di una volta di cancellarmi da Facebook. A volte vedo o leggo di quelle cose che preferirei cavarmi gli occhi con un cacciavite. Però ecco, vivendo lontana da casa, dalla mia famiglia e dagli amici, alla fine i social sono utili per accorciare le distanze, in qualche modo. 
11. Sei mai riuscito a far appassionare qualcuno alla lettura?
Sì ma non volutamente e questa credo sia la cosa più bella. Trasmettere le proprie emozioni e la propria passione per i libri tanto da contagiare chi ti sta intorno è forse la soddisfazione più grande per un lettore (c'è anche la possibilità che l'altra persona, stremata dal sentirti blaterare, decida di leggere il libro per tapparti la bocca e non sentirti più, comunque da non sottovalutare)

Le domande di Silvia:
1. Devi scegliere un solo libro da portare con te. Qual è?
Se dico il kindle vale? No eh? Comunque in questo momento direi Ti prendo e ti porto via di Ammaniti. 
2. Cosa ne pensi della lettura in digitale?
Che grazie al cielo esiste il mio E-reader. Leggo molto in digitale e credo sia un ottimo modo per risparmiare soldi, tempo e spazio. 
3. Il libro più divertente che hai letto?
Mi cogli alla sprovvista, forse non leggo libri particolarmente divertenti. I libri di Roald Dahl, probabilmente. 
4. Cosa ne pensi delle biblioteche? Ne fai uso?
In Italia decisamente sì, tantissimo. Ci ho anche lavorato in Biblioteca quindi sì, tonnellate di libri in prestito per me. Ora che vivo all'estero utilizzo comunque la biblioteca digitale, prendendo in prestito gli ebook (cioè che figata eh?).
5. Preferisci leggere classici o narrativa contemporanea?
Assolutamente entrambi. Vado a momenti, dipende da cosa ho voglia di leggere.
6. Un libro che pensi possa piacere a chiunque.
Oddio queste domande mi mettono sempre in crisi. In generale direi la letteratura per ragazzi o le graphic novel. Un qualsiasi libro o racconto di Roald Dahl o una graphic novel di Zerocalcare.   
7. Ti piace cambiare o preferisci leggere libri dello stesso genere letterario?
Mi piace variare, ma non me lo impongo. Leggo molto di "pancia", nel senso che leggo ciò che mi va in quel momento.
8. Un libro che non ti è piaciuto.
Per fortuna non capita spesso, perché di solito non leggo un libro totalmente alla cieca. L'ultimo romanzo che ho letto e che non mi ha fatto impazzire è Maestra di Lisa Hilton  
9. Perché hai deciso di aprire un blog?
Perché mi piace scrivere e blaterare per ore di libri e non potevo di certo continuare a tormentare le persone che mi stanno intorno (ah quindi tormenti noi, direte voi. E c'avete ragione)
10. Ti sei mai pentita di averlo fatto?
No, per ora nessuno mi ha ancora supplicato di chiudere questa bettola e farla finita di sproloquiare a caso, mi pare già un'ottima conquista.
11. Ami fare liste con i libri da leggere? O scegli via via?
Ogni tanto ci ho provato a fare delle liste ma non è mai stata una grande idea. Sono troppo rebel e non seguo nemmeno quello che mi auto impongo. 

Ok, giuro che ho finito con le domande. So che è venuto fuori un post ipermega immenso ma fa niente. 
Un pacca sulla spalla e un buffetto sulla guancia se siete arrivati fino in fondo o anche solo se avete letto un terzo di tutte le baggianate che ho scritto.

Adesso dovrei nominare altri 11 blog, il problema è che praticamente tutto il globo ha già fatto questo post quindi facciamo così. Nominerò alcuni blog che seguo e mi piacciono un saccherrimo, anche se sono già state nominate e han già fatto il post. Così, giusto perché sono proprio ribelle dentro (no,  anche perché mi fa davvero piacere nominare blog che seguo e che ritengo iper validi, a parte le ragazze che mi hanno già nominato ovviamente)

Capitolo zero
Virginia e il labirinto
Steli d'erba
Changes. Chances

Adesso dovrei anche propinarvi 11 domande, immagino. Ma ancora una volta faccio la super ribelle e visto che ho nominato solo 4 blog, vi infliggerò solo 6 domande. (Così, totalmente a caso). 
1. Parliamo di musica. Genere/gruppo/cantante preferito.
2. C'è un libro, una serie tv o un film a cui, se potessi, cambieresti il finale?
3. Come hai scelto il nome del tuo blog? Ha un significato particolare?
4. Hai un libro linus? (un libro che ogni tanto senti il bisogno di rileggere?)
5. Ridiamoci su. Racconta una figuraccia.
6. Ti piace il posto in cui vivi? Vorresti vivere da un'altra parte?

Ok, il post più lungo nella storia dei post lunghi si conclude qua. Tra l'altro approfitto di questo post per annunciare, come le vere vip blogger, che finalmente anche io andrò in vacanza per una settimana (grande gioia e gaudio alla corte), quindi se sarò desaparecidos per qualche giorno è tutto nella norma. 

giovedì 6 luglio 2017

Uomini e Topi di John Steinbeck

E' possibile che romanzi brevi abbiano la potenza di sovrastare il più ciccione dei romanzi da oltre mille pagine? Ebbene, Steinbeck ce lo mostra con una disinvoltura imbarazzante. Probabilmente non avrà bisogno delle mie presentazioni considerando la fama che lo precede. Uomini e Topi è un libricino di appena cento pagine, tanto che potremmo tranquillamente definirlo un racconto lungo. Protagonisti, due lavoratori stagionali e inseparabili, George Milton e Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino, che il destino e la malizia degli uomini sospingono verso una fine straziante. 
Lo scenario è un ranch in California, nel periodo appena successivo alla Crisi del 29.  George e Lennie stanno per iniziare un nuovo lavoro, mettere da parte qualche dollaro e comprarsi finalmente una piccola fattoria tutto per loro dove allevare conigli, che sono la grande passione di Lennie.  Mentre George è ben consapevole che sia solo una mera illusione priva di qualsiasi contatto con la realtà, Lennie si lascia cullare da questa dolce utopia paradisiaca. Nonostante la trama sia piuttosto semplice e venga sviluppata in appena cento pagine, Steinbeck riesce a impregnarla di tutto il realismo, il sentimento e l'intensità possibile. Il titolo Uomini e Topi deriva dal verso di una poesia del poeta scozzese Robert Burns ed è un'interessante chiave di lettura per comprendere la tragicità e la miseria della vicenda che coinvolge Lennie e George. I nostri due protagonisti, seppur così diversi, condividono lo stesso destino. Il senso di solitudine e  abbandono è così palpabile e concreto per la gente come loro che sembra non esserci un'alternativa, il fato sembra già aver preso una decisione per loro. 
"Gente come noi, che lavora nei ranches, è la gente più abbandonata del mondo. Non hanno famiglia. Non sono di nessun paese. Arrivano nel ranch e raccolgono una paga, poi vanno in città e gettano via la paga, e l’indomani sono già in cammino alla ricerca di lavoro e d’un altro ranch. Non hanno niente da pensare per l’indomani." 
Tutta l'ambientazione messa su da Steinbeck è vana, pervasa da questo senso di vacuità morale. Non c'è speranza, non c'è provvidenza, non c'è umanità. I piani degli uomini sono egoisti, inclini alle più abiette e sordide pulsioni sensoriali. Gli uomini di Uomini e Topi sono corrotti dalla cupidigia, dal razzismo, dalla voluttà dei sensi. Tale è l'empietà dell'essere umano da riuscire a corrompere anche l'animo più ingenuo. Infatti il destino di Lennie, l'unico personaggio puramente genuino, sarà segnato dall'aridità dell'animo umano. 
Ma topolino, non sei il solo, / A comprovar che la previdenza può esser vana: / I migliori piani dei topi e degli uomini, / Van spesso di traverso, / E non ci lascian che dolore e pena, / Invece della gioia promessa! 
Steinbeck ci trasmette tutto il senso di straniamento non solo dell'essere umano ma di un'intera società, offuscata dal Sogno Americano e intrisa di speranze e illusioni aleatorie. L'uomo deve lottare, come in una sorta di lotta al più forte, sgomitando tra sofferenza e desiderio della terra promessa.